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Psicologia

La gelosia nasce dal bisogno di affermare un possesso:  “non voglio che altri approfittino di un bene che è mio”. Un corto-circuito che scatta anche se a quel bene non vogliamo bene quasi per niente: tanto che spesso lo trattiamo male, malissimo.
Nella  gelosa, la gelosia nasce dalla paura che il proprio partner si innamori di un altro. 
Nel vocabolario  di chi teme quest’evento “amare” vuol dire stare con la persona che ci piace di più, e che ci attira  più di tutti gli  altri,  perché possiede alcune caratteristiche desiderabili. E dunque vale anche per lui. Lui si è “innamorato” di lei perché è bella, giovane,o perchè è colta spiritosa o qualsiasi altra cosa: e lei si è innamorata di lui perché lo ha ritenuto il migliore sulla piazza.   E' ovvio che se lui “ mi ama per le mie “qualità”, qualora dovesse trovarne una che ne ha più di me; che sia più giovane, più bella,  o anche solo più simpatica, o più intelligente, o più tollerante o peggio una perfetta "badante" che non si lamenta mai,è sicuro: mi lascerà, e si metterà con lei.”
Per via di questo “errore” di base, che considera l’amore il premio che si riceve solo quando si possiedono certi requisiti, la donna gelosa si consegna ad un compito disperato, ed impossibile: essere sempre la migliore di tutti.Non solo di tutte le possibili rivali di oggi: ma anche di quelle di ieri , e di quelle di domani. E poiché non esiste donna  così stupida (o così presuntuosa) da ritenersi la donna migliore di tutti i tempi, chi è arrivato a questo punto si sta condannando alla disperazione, e spesso alla gelosia.
La disperazione è quella di chi sa di non poter vincere: “prima o poi, una donna migliore  di me finirà per saltar fuori, e allora sarà la (mia) fine.”
Ha ragione: con queste premesse, non potrà andare che così.

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